exhibitions.

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ULI WESTPHAL

Supernaturale.

A cura di Irina Novarese

dal 01|06|2012 al 30|06|2012


Uli Westphal è un ricercatore metodico, attento osservatore, un collezionista, critico, ordinato. È un esteta della raccolta e della catalogazione; é un artista che con costanza e curiosità segue la sua indagine nel contesto di una produzione artistica dalla pratica quotidiana.

Per questo il suo lavoro mi affascina; ogni volta che lo vedo mi fa scoprire cose nuove, mi fa percepire quello che ci circonda indicando altri metodi di lettura per il mondo che viviamo.

La forza visiva della ricerca di Uli é proprio nell'impiegare quelle stesse regole che il mercato utilizza per adescare i nostri sensi: rappresentazioni che ben conosciamo e che ci dimentichiamo sovente di osservare con occhio critico.


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USOMANO I/IV

Victor Zanotti,

Kazuhiro Yamanaka

Lorenzo Marzoli


dal 03|05|2012 al 27|05|2012


USOMANO è un progetto nato dalla collaborazione di NOPXlimitededitionpics con lo studio LACHIMICA Berthollet ed il designer  Federico Vota.

USOMANO si avvale della collaborazione di FABLAB, Fabrication Laboratory, luogo di condivisione e partecipazione applicata alla produzione di oggetti, ed in particolare del laboratorio Officine Arduino di Torino. Cos’è un FabLab? FABLAB è uno spazio in cui tutti posso (co)progettare e realizzare i loro oggetti, esattamente come li vogliono. E’ il figlio dell’industria da cui ha preso la precisione e la riproducibilità dei prodotti, il nipote dell’artigianato da cui ha preso la progettazione su misura, il fratello dell’opensource con cui condivide la filosofia di scambiarsi progetti liberamente! da FABLAB Italia

USOMANO sono 4 eventi/installazioni, 4 tipologie di oggetti, prodotti in edizione limitata, ciascuno corrispondente a 4 aree diverse dell’ambiente domestico: la cucina, il bagno, la zona giorno e la zona notte.


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COSIMO VENEZIANO

Questo è dunque un monumento?

a cura di Lisa Parola


dal 13|09|2012 al 12|10|2012


L’artista Cosimo Veneziano presenta una pubblicazione che documenta parte della ricerca nata nell’ambito dell’ideazione del monumento alle operaie della Fabbrica Superga, il primo in Italia dedicato al lavoro delle donne che è stato inaugurato a Torino lo scorso 9 marzo nell’ambito del programma d’arte pubblica situa.to curato da a.titolo e Maurizio Cilli. L’attuale lavoro dell’artista torinese s’inserisce nel dibattito recente di molta ricerca contemporanea intorno al recupero e alla rilettura di alcuni momenti della storia del XX secolo e che, in molte ricerche di artisti internazionali, chiama in causa la soggettività e il significato dell’analisi storica in relazione al documento e al monumento.

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MARCO PEZZOTTA

Krakatoa. A cura di Matteo Galbiati

dal 24|02|2012 al 24|03|2012


La mostra personale di Marco Pezzotta (Seriate, 1985), da diversi anni residente a Berlino dove studia e lavora, permette di scoprire e conoscere l’inattesa poesia di una ricerca fondata su riflessioni profondamente attente alle diverse sfumature dell’individualità dell’esistenza. Le sue meditazioni, puntuali e attente, bypassando e superando mode, generi e stili, tendono a focalizzarsi sull’identità del singolo all’interno di un gruppo omogeneo, sulla spazialità territoriale, sulla variabilità della percezione rispetto un medesimo fenomeno. Singolarità, alterità, confine, omologazione, differenziazione, territorio, memoria, esperienza, sono quindi i suoi concetti chiave.


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ELISABETH LECOURT

Les robes géographiques e altre fragilità


dal 28|10|2011al23|11|2011


Vulnerabilità e sensibilità sono i soggetti principali del lavoro di Elisabeth Lecourt, giovane artista francese di stanza a Londra, la cui opera è completamente incentrata sull’identità femminile e sulla rappresentazione di sé. La figura della donna è vista in modo ambiguo ed ambivalente: essa è infatti la spina dorsale della casa - intesa come edificio- la struttura portante che la regge, ma anche l’essere che in questo luogo trova rifugio e protezione. Una contraddizione in termini, fatta di forza e fragilità, di equilibrio e commozione.

La vulnerabilità dell’essere umano, la fragilità del corpo esposto da Lecourt ci mostrano una bellezza quasi dolorosa:  l’emozione diventa essa stessa necessità di comprensione di un corpo e del suo contenuto.


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NOPX|artbook 2010|2011

International contest of Artist book


dal 22|09|2011al16|10|2011


Artisti Selezionati // Artists selected for exhibition:

Aleksandra Zurczak

Alessio Tibaldi

Carla Bertone

Concetta Modica

Dennis Yuen

Dora Tass

Elisa Abela

Eva-Maria Offermann

Federica Mason

Isabella Mara

Kozely Rada

Marco Travali

Paolo Loschi

Ryts Monet


Artista vincitore // Winning artist:

Eva-Maria Offermann



download:

press_release_Artbook2010+ElisaAbela.pdf


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IRINA NOVARESE

Ricordami poi di darti le indicazioni per potersi perdere


dal 08|06|2011al08|07|2011


Sono ritratti, autoritratti, che prendono la forma della mappa, reticoli di linee sospese e disegnate, fotocopiate, tracopiate. Sono sogni e visioni che si alzano dal mondo come miraggi.

Irina Novarese prosegue il suo lavoro sull’identità, ma ne scende sotto la superficie, scavalca la pelle della realtà per sprofondare in un immaginario geografico e metropolitano, in cui c’è prima di tutto lei e la sua esperienza biografica.

Cosa sono i luoghi, i territori se non quello che ciascuno di noi vive come esperienza soggettiva? Milioni di possibilità racchiuse in uno spazio sia urbano sia naturale, tante quanti sono gli individui che ne entrano in relazione.

Un enorme reticolo nero galleggia nell’aria di NOPX, ondivago come una marea, più tirato in alcuni punti, più molle in altri. È un’onda di pensieri, ricordi e sensazioni da cui parte il racconto della città di Los Angeles e della Death Valley, fino alla zona di Zabriskie Point, sia a ciò che è sia a ciò che rimanda un terreno dal calpestio morbido impregnato indelebilmente dall’immaginario cinematografico del film di Michelangelo Antonioni.


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AKOS CZIGANY

Darwin online


dal 13|05|2011al03|06|2011


27 variazioni su un tema.

27 enigmi, ciascuno costituito da  un  mosaico di pagine bianche.

Sono riproduzioni fotografiche delle prime edizioni dei libri di Charles Darwin consultabili online.

L’ordine di successione delle pagine, così come sono all’interno di ogni singolo volume, costituisce la griglia di composizione che viene adottata per ogni mosaico.

Ogni composizione, fatta di pagine non stampate, vuole esserne la sintesi significativa, contrariamente a quanto suggerisce comunemente, ad un primo acchito, il vuoto.

La trama della carta, ed il suo deterioramento, le tracce di testi o di illustrazioni stampate sul retro della pagina o su quella di fronte, la sfocatura, creata dai fogli di separazione semi-trasparenti, le note scritte a mano ed i  timbri di biblioteche, aggiunti successivamente, gli artefatti visibili,  del processo di scansione e le ubique note a piè pagina degli archivi online, diventano la storia del libro stesso, dei suoi viaggi nel tempo e dei passaggi di mano e contemporaneamente  un nuovo libro dove la sua memoria è la trama di un racconto nuovo, di più racconti possibili.


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ALESSANDRO BIGGIO

Vivaio


dal 06|11|2010al13|12|2010


Piccole sfere di cenere e acqua che stanno  nel palmo di una mano , disposte  una  dopo  l’altra e  classificate  come in  un

erbario,  illuminate e   scaldate  come in  una  incubatrice  da una piccola  luce ad  incandescenza, eco  e  memoria  di una

giovane stella,  costituiscono Vivaio, una  installazione di 17 supernovae  che nel lavoro dell’artista,  come in un epitaffio, raccontano la loro storia  attraverso  il

nero ed il silenzio dello spazio.

continua.

GIANNI FERRERO MERLINO

Dom K


dal 13|05|2010al21|06|2010


DOM è un suono. Si propaga tra le facciate gotiche di cattedrali della memoria, ridisegnando gli spazi, creando labirinti, scenari che nascondono un nuovo  Minotauro. L’architetto_fotografo modifica continuamente il disegno della mappa gotica; costruisce linee, ripete il modulo, con varianti appena percettibili. Crea una sequenza, un nuovo soggetto, una nuova mappa nella quale muovere i primi passi. L’aspetto ripetitivo e sequenziale, tipico dell’architettura gotica, è sinonimo del costruire e viene utilizzato per modificare il soggetto originale.

Le geometrie elementari di cui sono composte queste architetture permettono di reinventare il soggetto, dando l’illusione di possedere gli strumenti base del costruire, del disegnare, del fotografare, della conoscenza.


continua.

MANUELA MACCO

Taci, anzi parla

performance, 2010

durata: 8 h


L’immobilità prolungata in una certa posizione o condizione può rimandare a una dimensione di pace, di calma, di accettazione, di passività. Un corpo impegnato in un’azione di resistenza non mostra necessariamente in modo evidente le tensioni interne e la fatica.

Il movimento del respiro e i micro movimenti involontari possono non turbare la sua apparente, composta tranquillità. Il volto, luogo dell’espressione per eccellenza, potrebbe svelare qualche indizio in più rispetto allo sforzo in cui il corpo è intento, ma è coperto. La testa, simbolo del pensiero, è censurata. Il rettangolo nero nega la donna in quanto soggetto e la riduce a corpo, corpo apparentemente inerte.


Che cosa significa resistere nell’immobilità? Sopportare con dedizione, come una storia millenaria insegna alle donne? Opporsi? Esprimere indignazione? Può essere un modo per guarire se stessi attraverso un processo di conoscenza?


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home.

L’ artista ungherese Akos Czigany torna a NOPX dopo due anni di assenza e presenta Skies, un lavoro  in progress composto da oltre 50 scatti che vuole essere un omaggio a Hiroshi Sugimoto e, più in particolare, alle immagini dei teatri e dei cinema americani che l’artista giapponese ha scattato tra gli anni ’70 e gli anni ’90. Skies, a cui sono stati assegnati il Premio Hervé 2010 e il premio speciale Leica Gallery 2012, evoca l’opera di Sugimoto attraverso fotografie di cieli bianchi, visti dai cortili degli antichi palazzi di Budapest e incorniciati da architetture che, benché paradossalmente marginali, diventano il centro stesso, il focus vero  dell’opera.      

30|10|2012 al 26|11|2012

SKIES, omaggio a Hiroshi Sugimoto

CARLA BERTONE

Tre è un numero magico


dal 10|01|2013 al 27|01|2013


Un numero magico


O meglio, quasi che io fossi senza corpo, circondato da macchie indefinite di un colore rosa chiaro. Il punto di vista Pitagorico dell'Universo riposava esattamente sulla convinzione che il numero naturale fosse la chiave delle diverse qualità del genero umano e della materia. Le nuvole andavano e venivano. Successe qualcosa al suo luxmetro ed egli si innervosì un poco. Fece qualche fotografia. Lasciò il luxmetro. Passò una nuvola e il triangolo sparì, sospese in un elemento.

continua.


 

VALERIO MANGHI

Want punch me?


25/26/27 Bologna

SET UP

Fiera d’arte contemporanea indipendente










“Dimostrami che sei un vero uomo, ti sfido al pugnometro!”. 600 watt di potenza ed un display luminoso a 1024 led ti invitano a mostrare la tua forza, la tua virilità.

Solitari, i pungiball, dai nomi quasi mitici, The King, El Toro, diventano, nelle fotografie di Valerio Manghi, totem di un’era passata. Tutti uguali e diversi, come in una variazione sul tema, i pungiball sembrano far sentire quella musica che ci invita a partecipare a un gioco dalle regole semplici, ormai cancellato nella sua evoluzione da quel primo Nintendo comprato al supermercato.


continua.

RUN RABBIT, RUN!

dal 28|03|2013 al 19|04|2013

Oma Rapiti  è una canzoncina popolare utilizzata in Nuova Zelanda per insegnare la lingua Maori ai bambini. Si tratta di un brano leggero e orecchiabile, i cui testi descrivono un coniglio costretto a scappare dalla pistola di un cacciatore. Per chi cresce in Nuova Zelanda, questa canzone è profondamente famigliare e caratterizza il modo in cui si coltivano gli atteggiamenti contraddittori nei confronti degli animali fin dall'infanzia: l’istintivo amore, che proviamo nei confronti degli animali sin dalla più tenera età, viene infatti stimolato attraverso libri illustrati, film, storie, giocattoli, e al contempo, in un cortocircuito privo di senso, il nostro gusto per i prodotti di origine animale viene quotidianamente coltivato ed educato.

La mostra “Run rabbit, run!” esplora l'idea della perdita dell’innocenza di un bambino in relazione al mondo animale: qual è infatti il momento in cui diventa accettabile commettere atti violenti su coloro che amiamo?



continua.CLAUDE_JONES.htmlhttp://livepage.apple.com/shapeimage_1_link_0
 

NOPX I limitededitionpics

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2013
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2012
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2011
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2010

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NOPX|artbook|2012|2013

International Contest of Artist Book


15 may – 31 may 2013


NOPX prize winner : MASSIMO UBERTI

PHOS prize winner : ATTILA FLOSZMANN


Artists selected for the exhibition at NOPX:


attila floszmann, alessio larocchi, eleni dori, elisa ferrari, emiliano biondelli, francesco vaccaro, isabella mara, ludovica basso, massimo uberti, nina montini, ruth sacks, stacy moriarty, stefano giorgi, ximena perez-grobet, yung-shan tsou